Obesità infantile: considerazioni e suggerimenti pratici

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obesità-infantileSpesso i genitori e gli adulti in generale credono, erroneamente, che le conseguenze dell’obesità ricadano esclusivamente sul fisico, nell’ accumulo di grassi in eccesso.
In realtà il problema è molto più importante, soprattutto per i bambini, per i quali possono determinarsi disfunzioni e anomalie anche a carico degli altri organi.
Fra queste in particolare l’accumulo di grasso nel fegato nel 60-70% dei casi; l’iperinsulinismo nel 50-60%, con possibili evoluzione verso il diabete; l’aumento dei grassi circolanti (ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia), l’ipertensione arteriosa e, non da ultimi, problemi psicologici e funzionali.

Rivelazioni allarmanti, se si pensa che l’obesità è purtroppo un problema sempre più diffuso in età pediatrica.
È importante, dunque, prima di tutto individuarla. I genitori devono infatti valutare con attenzione gli incrementi di peso del bambino o un eventuale aumento della pancia, non sottovalutando un potenziale problema. A tal fine, per valutare correttamente il grado di sovrappeso del proprio figlio, si dovrebbe fare riferimento al rapporto peso/statura (IMC) indicato sulle relative tabelle usate da tutti i pediatri. Il 97-98% dei casi di obesità infantile sono legati alla costituzione (familiarità), alle abitudini alimentari sbagliate ed alla sedentarietà.

Non è raro che i bambini in sovrappeso non mangino quantità enormi di cibo, ma mangino male. Gli studi indicano in ogni caso regimi alimentari troppo ricchi in proteine (in particolare di derivazione animale) e in grassi; poveri in carboidrati complessi e in fibre (frutta, verdure e legumi);con ritmi incongrui (colazione spesso assente, spuntini o merende molto ricche ed accompagnate dallo spizzicare continuo, doppi secondi piatti ai pasti principali, ecc.). In tutti questi casi è fondamentale indirizzare il più precocemente possibile il bambino verso corrette abitudini alimentari, senza demonizzare alcun cibo.

Altrettanto importante è stimolare il bambino a praticare almeno uno sport, come il nuoto, che risulta adatto in queste situazioni, ma soprattutto spingerlo al movimento spontaneo, come salire o scendere le scale a piedi, passeggiare, ecc… Meglio evitare, ovviamente, che stia seduto per ore davanti al computer o alla televisione; è infatti ormai ampiamente dimostrato il rapporto diretto tra sovrappeso e tempo trascorso davanti al televisore. Per affrontare il più presto possibile il problema è comunque importante rivolgersi al pediatra e, ove vi siano problemi maggiori, a centri specializzati che risolvano la situazione con percorsi specifici di educazione alimentare, come avviene, ad esempio, presso l’ U. O. di Educazione Alimentare dell’ Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (http://www.ospedalebambinogesu.it/alimentazione).

Burger, Fast-Food

LA GOLOSITÀ È SCRITTA NEL DNA

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Non tutti reagiscono allo stesso modo alla tentazione di mangiare quantità eccessive di cibi ipercalorici: la golosità indomabile, infatti, è una caratteristica soggettiva che è scritta nei geni.

Lo hanno scoperto i ricercatori guidati da Tony Goldstone dell’Imperial College di Londra, da molti anni impegnato in studi su obesità e dimagrimento. Il lavoro è stato presentato al Meeting annuale dell’Obesity Society a Los Angeles.

Gli scienziati britannici hanno scoperto che la scelta dei cibi, in particolare la preferenza per alimenti ipercalorici, è influenzata da due mutazioni genetiche a carico dei due geni, FTO e DRD2. Il primo era già noto per predisporre all’obesità e il secondo è un gene importante a livello cerebrale, perché regola la dopamina, il neurotrasmettitore del “piacere”. Gli esperti hanno esaminato il Dna di un gruppo di persone di varia “taglia”, da magri a obesi. Hanno sottoposto tutti i volontari ad una sorta di “test della golosità” proponendo loro delle immagini di diversi tipi di cibi tra cui le cosiddette “bombe caloriche”.
Hanno poi chiesto loro quanto fossero attratti da quei cibi e contemporaneamente osservato l’attività del loro cervello attraverso una risonanza magnetica. È emerso, così, che gli individui che presentavano nel proprio Dna le mutazioni a carico dei due geni, FTO e DRD2, risultavano palesemente più golosi e incapaci di resistere ai cibi ipercalorici.

Nel loro cervello, infatti, alla sola vista di quei cibi, i centri della ricompensa e del piacere, mostravano un forte aumento di attività. Secondo gli esperti questa scoperta potrebbe portare a sviluppare approcci personalizzati per dimagrire, aiutando le persone che non sanno resistere alle tentazioni dei cibi ipercalorici, ricchi di grassi e zuccheri.

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Allarme carni rosse e lavorate

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Metto all’attenzione dei miei pazienti un importante articolo, riguardante uno studio sulla correlazione tra il consumo di carni, in particolare rosse e lavorate, e l’insorgere di tumori al colon retto.

Oms: “Le carni rosse e lavorate nella lista dei prodotti cancerogeni. Più se ne mangia e più aumenta il rischio di avere un tumore”.

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Lo ha stabilito l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Oms dopo una revisione di 800 studi sul legame tra carni rosse e lavorate e tumore. “Per un individuo, il rischio di sviluppare il cancro del colon retto a causa del consumo di carne rimane piccolo, ma questo rischio aumenta con la quantità di carne consumata”. Il consumo di carne rossa non lavorata finisce invece nella lista dei probabili cancerogeni per l’uomo.

26 OTT – Salsicce, wurstel, insaccati e chi più ne ha più ne metta. Che un uso eccessivo fosse poco salutare era noto ma ora arriva la conferma che un loro consumo può provocare il cancro negli esseri umani, come il fumo o l’amianto. È quanto ha rilevato l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), dell’Organizzazione mondiale della sanità, che ha valutato la cancerogenicità del consumo a base di carne rossa e carni lavorate.

Dopo un attento esame della letteratura scientifica gli studiosi dello IARC hanno deciso di catalogare fra i cancerogeni certi (gruppo 1) “sulla base di sufficienti evidenze che le legano al tumore del colon, le carni rosse lavorate, ovvero quelle salate, essiccate, fermentate, affumicate, trattate con conservanti per migliorarne il sapore o la conservazione. Inoltre un legame è stato individuato anche con il tumore allo stomaco”. Gli esperti hanno concluso che ogni porzione di 50 grammi di carne lavorata mangiato ogni giorno aumenta il rischio di cancro colon retto del 18%.
Il consumo di carne rossa (per esempio manzo, maiale, vitello, agnello, montone, cavallo o capra) è stato invece inserito nella lista dei probabili cancerogeni per l’uomo (gruppo 2A), “in considerazione dei numerosi e rilevanti dati che dimostrano un’associazione positiva fra carni rosse e soprattutto cancro al colon, ma anche tumori di pancreas e prostata”.

“Per un individuo, il rischio di sviluppare il cancro del colon-retto a causa del consumo di carne rimane piccolo, ma questo rischio aumenta con la quantità di carne consumata”, spiega Kurt Straif, Capo del Programma Monografie IARC. “In considerazione del gran numero di persone che consumano carne, l’impatto globale sulla incidenza del cancro è di importanza per la salute pubblica”. Il gruppo di lavoro IARC considerato più di 800 studi che hanno indagato le associazioni di più di una dozzina di tipi di cancro con il consumo di carne rossa o carne lavorata in molti paesi e popolazioni con diete diverse. La prova più influente è venuta da ampi studi prospettici di coorte condotti nel corso degli ultimi 20 anni. Lo studio è stato pubblicato su The Lancet.

Alimentazione vegetariana ed additivi

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Porto all’attenzione dei lettori del mio sito questo articolo della dottoressa Francesca Pia Menanno estratto dal sito La Scuola di Ancel, che vi invito a visitare per farvi apprezzare quanto è difficile essere integralisti in uno stile alimentare. Buona lettura!

uomo che legge

Negli ultimi anni sta crescendo rapidamente il numero di consumatori che scelgono l’alimentazione vegetariana. Nel contempo cresce anche il numero di ristoranti, attività e iniziative a sostegno di essa.
Il Position Paper redatto nel 2009 dall’ADA (American Dietetic Association) definisce vegetariano un regime alimentare che esclude le carni (compresi i volatili), i prodotti della pesca e i derivati di essi.
All’interno del panorama vegetariano esistono però modelli alimentari che possono variare notevolmente tra loro. Il modello “latto-ovo-vegetariano” include latte, latticini e uova mentre il “latto-vegetariano” include i latticini ma esclude le uova. Il modello “vegano”, invece, esclude completamente ogni prodotto di origine animale o suo derivato.
Le ragioni della scelta vegetariana, al di là della componente salutistica, hanno quasi sempre una motivazione di tipo ambientalista. Molti vegetariani, pertanto, fanno scelte “responsabili” nei confronti dell’ambiente scegliendo di non utilizzare qualunque prodotto, compresi farmaci e cosmetici, di derivazione animale.
Ecco quindi che, nell’elaborazione di un menù vegetariano o vegano, emerge la necessità di conoscere a fondo la composizione dei prodotti alimentari affinché si possa essere certi che essi non contengano alcun derivato di origine animale. Per esempio, un individuo vegano tende a escludere dal proprio menù quei prodotti confezionati che contengono ingredienti quali proteine dell’uovo, albume d’uovo, proteine del latte, siero del latte e così via. Ciò vale anche per gli additivi.
Ricordiamo che l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) definisce additivi le «sostanze deliberatamente aggiunte ai prodotti alimentari per svolgere determinate funzioni tecnologiche».
Alcuni additivi potrebbero essere di origine animale; altri possono anche non essere direttamente di derivazione animale, ma non sempre l’azienda che li utilizza può garantirne l’origine.
Per chi volesse reperire informazioni affidabili sugli additivi di possibile origine animale, il compito risulta pertanto piuttosto arduo. Un elenco è consultabile sul sito www.food-info.net, realizzato e gestito dal Food Technology Department della Wageningen University dei Paesi Bassi. Nella pagina dedicata è specificato che alcuni additivi possono essere sia di origine animale sia non animale. Vi è una tabella con gli additivi in questione e la loro origine.
Altre informazioni si possono reperire sul sito della Vegetarian Society, la più antica organizzazione vegetariana al mondo, con più di 150 anni di storia alle spalle. Nella sezione relativa all’argomento additivi viene fatta una distinzione tra gli additivi non adatti ai vegetariani e quelli non opportuni per i vegani.
I prodotti a cui è necessario prestare più attenzione sono ovviamente quelli confezionati e quelli più “compositi”.
Pertanto, la strada più opportuna per evitare derivati di origine animale resta sempre quella di preparare i prodotti e le ricette partendo da pochi ingredienti di origine certa.

Non mangiare non fa dimagrire

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Dimagrire significa semplicemente consumare meno calorie di quelle introdotte con l’alimentazione. In realtà, non è cosi semplice, il nostro corpo è un sistema complesso che si adatta alle condizioni esterne per sopravvivere.
La carestia o comunque la privazione o la scarsità di cibo minano l’equilibrio del corpo e attivano diversi processi che ci permettono di sopravvivere al meglio, come i processi di adattamento e accomodamento.

Con l’adattamento metabolico, infatti, si ha un abbassamento del metabolismo basale, ossia del consumo calorico dell’organismo a riposo, in modo da preservare le risorse, mentre con l’accomodamento le risorse interne dell’ organismo vengono utilizzate per sopperire al mancato apporto di nutrienti.
Ossia, la riduzione improvvisa e drastica di cibo attiva meccanismi di risparmio energetico, che si oppongono alla perdita di peso e favoriscono un suo recupero immediato.
Inoltre l’impiego dei lipidi (grassi) e delle proteine per ottenere il glucosio necessario per mantenere i valori glicemici nella norma dopo qualche giorno comincia a produrre effetti negativi: la massa magra viene intaccata per convertire le proteine in energia, con conseguente sovraccarico epatico.
In genere l’organismo tende a utilizzare processi di adattamento che non sono distruttivi (per esempio non è intaccata la massa magra).
Tuttavia, per non avere danni bisogna conoscere il dispendio calorico dell’organismo a riposo e l’apporto calorico non dovrà mai allontanarsi troppo da tale valore e ci si deve porre come obiettivo la perdita non di acqua, muscolo e massa cellulare ma massa grassa fornendo quantità sufficienti ed equilibrate di tutti i nutrienti, macro nutrienti (carboidrati, proteine, grassi, acqua) e micro nutrienti (vitamine, sali minerali e oligolelementi). Infatti è d’obbligo ricordare che tutti i nutrienti, senza esclusione alcuna partecipano con meccanismi biochimichi all’espletamento delle funzioni nutrizionali.
Il complesso degli effetti degli alimenti e dei loro costituenti sull’organismo vivente si possono così riassumere:
1)  fornisce materiale energetico (carboidrati e grassi);
2) fornisce materiale di struttura per la crescita ed il mantenimento dell’organismo (proteine e minerali);
3) fornisce sostanze di protezione e di resistenza (proteine, vitamine, sali minerali);
4) apporta elementi indispensabili alle reazioni biochimiche fondamentali per la vita (vitamine, minerali, oligolelementi).
Concludo osservando che in estate si è soliti saltare i pasti, rimandarli o concentrarli in determinati momenti del giorno, ma spesso i benefici aspettati tardano ad arrivare proprio in conseguenza a quanto detto.

VEGETARIANI CONTRO CARNIVORI

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Segnalo con piacere un evento che mi vedrà presente i primi di giugno a Recanati e vi aspetto per confrontarci su questo importante tema, che riguarda le scelte alimentari di tutti noi.

 

vegetariani contro carnivori

VEGETARIANI CONTRO CARNIVORI

NUOVI MODELLI ALIMENTARI

Incontro dibattito coordinato dal Dott. Prof. Sergio Ridolfi
Nutrizionista – Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Recanati – Salone del Popolo, Corso Persiani

5 giugno 2015 – ore 21.00
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Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista

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Ho il piacere di informarvi che sabato 23 maggio aderirò a questa importante iniziativa e sarò presente ad Ancona, in Piazza Pertini, dalle ore 14.00 alle ore 18.00.

giornata biologo nutrizionista

Allego dettagli utili sull’evento:

GIORNATA NAZIONALE DEL BIOLOGO NUTRIZIONISTA 2015

sabato 23 e domenica 24 maggio 2015 dalle 10 alle 18
nelle piazze dei capoluoghi di Regione italiani

IL BIOLOGO NUTRIZIONISTA IN PIAZZA” è l’evento che mette a disposizione del cittadino oltre 600 Biologi Nutrizionisti, per diffondere la cultura di una sana ed equilibrata alimentazione unita a un corretto stile di vita e per compiere un servizio di prevenzione primaria dell’obesità e dei dismetabolismi correlati.

LE PIAZZE
Trova la piazza più vicina a te nelle città in cui viene organizzato l’evento.
Piemonte e Valle d’Aosta Torino – Piazza Vittorio Veneto
Liguria Genova – Piazza della Vittoria
Lombardia Milano Sesto San Giovanni – Piazza Santa Maria Ausiliatrice
Trentino Alto Adige Trento – Piazza Cesare Battisti
Veneto Padova – Piazza Capitaniato
Friuli Venezia Giulia Trieste – Piazza Sant’Antonio Nuovo
Emilia Romagna Bologna – Piazza del Francia
Toscana Firenze – Piazza San Lorenzo
Umbria Perugia – Piazza della Repubblica
Marche Ancona – Piazza Pertini (Piazza Stamira)
Lazio Roma – Piazza del Popolo
Abruzzo L’Aquila – Piazza Duomo
Molise e Basilicata Campobasso – Piazza Vittorio Emanuele II
Campania Napoli – Piazza Dante
Puglia Bari – Via Sparano
Calabria Catanzaro – Piazza della Prefettura
Sicilia Palermo – Piazza Mondello
Sardegna Cagliari – Piazza Giovanni XXIII

PERCHÉ QUESTA INIZIATIVA
In Italia le persone in sovrappeso o affette da obesità sono in aumento: ormai una persona su tre è al di sopra del proprio peso ideale. Le patologie correlate all’obesità non interessano solo gli adulti, ma cominciano a diffondersi anche tra i bambini. Questi sono i dati più eclatanti, confermati dalla precedente edizione della Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista, svoltasi nel 2014 in quattro città pilota. Analizzando più accuratamente la dieta degli italiani, emergono inoltre degli errori alimentari, con conseguenti potenziali ricadute negative sulla salute, commessi anche da coloro che sono normopeso. Si è rilevata una serie di comportamenti scorretti, quali la prima colazione non adeguata, il consumo insufficiente di acqua, frutta e verdura, l’eccesso di carne, di cereali e zuccheri raffinati, oltre all’apporto eccessivo di sale. A ciò si aggiunge spesso la mancanza di attività fisica, che può aggravare gli effetti di un’alimentazione scorretta. Tutte queste considerazioni hanno fatto nascere l’idea, tra i Biologi Nutrizionisti professionisti della Scuola di Ancel, di organizzare due giornate di prevenzione primaria degli errori alimentari e di guida a un sana alimentazione e a un corretto stile di vita. Nel fine settimana dedicato all’iniziativa del Biologo Nutrizionista in piazza oltre 600 professionisti saranno a disposizione per dare consigli sull’alimentazione e fornire materiale informativo, per sciogliere dubbi e analizzare lo stile di vita di chi ne farà richiesta, al fine di correggere gli errori più comuni, prima dell’insorgere delle patologie correlate.

COME FUNZIONA L’EVENTO
Visto il grande successo dell’edizione del 2014, che si è svolta nelle città di Milano, Roma, Napoli e Bari, sia a livello di pubblico che di apprezzamento tra i professionisti, quest’anno si è scelto di organizzare l’evento in tutti i capoluoghi di regione (per meri motivi logistici sono state scelte Padova invece di Venezia per il Veneto e sono stati accorpati il Piemonte con la Valle d’Aosta, scegliendo Torino, e il Molise con la Basilicata, scegliendo Campobasso), in contemporanea nei giorni 23 e 24 maggio. Lo sforzo organizzativo è stato imponente e fondamentale è stato il patrocinio dell’Enpab, la cassa previdenziale dei Biologi. In breve moltissimi Biologi Nutrizionisti professionisti iscritti all’Enpab e studenti aspiranti a questa professione hanno dato la loro disponibilità, fino ad arrivare a oltre 600 volontari su tutto il territorio nazionale. Infatti tutti i consigli alimentari, le consulenze individuali e il materiale informativo fornito saranno totalmente gratuiti per chiunque lo richiederà presso i gazebo presenti nelle varie piazze.
In pratica gli stand allestiti con tutto il necessario per le varie attività saranno organizzati come ambulatori mobili, in cui sarà garantita la privacy di ognuno, ci si potrà sottoporre a un’intervista anonima al fine di valutare le abitudini alimentari e verranno eseguite le misurazioni antropometriche previste. Al termine della raccolta di tutti i dati, si riceveranno indicazioni verbali e scritte per migliorare la propria alimentazione e lo stile di vita, oltre alle risposte ai quesiti posti. La durata di ciascuna consulenza individuale sarà di circa 20 minuti.

ORGANIZZAZIONE E PATROCINI
L’evento è stato organizzato dalla Scuola di Ancel, il nostro quotidiano online, e ha avuto fin da subito il patrocinio e il prezioso supporto organizzativo dell’Enpab, la cassa previdenziale dei Biologi. Durante i mesi dedicati all’organizzazione e alla comunicazione del progetto, prestigiose università, associazioni ed enti che si occupano di nutrizione e prevenzione hanno dato il loro patrocinio all’evento nelle varie piazze. Abbiamo inoltre ottenuto il patrocinio del Ministero della Salute a livello nazionale, segno di quanta importanza venga accordata alla nostra iniziativa di prevenzione primaria, che potrà avere anche ricadute positive sulla riduzione della spesa sanitaria.

Se già conoscevate l’iniziativa e volete partecipare nella vostra regione oppure siete incuriositi da quanto avete letto, venite a trovarci sulla piazza della città più vicina.

Per approfondimenti:
Sito Ufficiale — La Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista – Edizione 2015

enpab  ancel

Alimentazione e salute

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china-studyUn argomento estremamente attuale da sottoporre all’attenzione dei miei pazienti è come il tipo di dieta possa influire sulle potenziali attitudini di una sostanza chimica nella genesi di una patologia. In particolare mi riferisco al China Study, lo studio più completo sull’alimentazione mai condotto finora ,coordinato dal Prof. T. Colin Campbell. Benché l’esperimento fosse condotto sui ratti e non sull’uomo queste evidenze ci suggeriscono un potenziale ruolo delle scelte alimentari nel mediare l’espressione di certe malattie cronico degenerative come il cancro.

I ricercatori indiani avevano studiato due gruppi di ratti. A un gruppo avevano somministrato l’aflatossina cancerogena e l’avevano poi sottoposto a una dieta composta per il 20% da proteine, un livello analogo a quello consumato da molti di noi in Occidente. All’altro gruppo era stata somministrata la stessa quantità di aflatossina, ma la dieta a cui era stato sottoposto era costituita da proteine solo per il 5%. Incredibilmente, ognuno degli animali che avevano seguito la dieta con il 20% di proteine presentava un cancro al fegato, mentre ognuno di quelli la cui alimentazione era composta per il 5% da proteine non si era ammalato di quel tumore. Era un punteggio di 100 a 0 che non lasciava alcun dubbio sul fatto che nel controllo del cancro l’alimentazione ha la meglio sui carcinogeni chimici, anche se molto potenti”.

È facile controllare il peso, se sai come farlo

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controllare-pesoPorto all’attenzione dei miei pazienti un estratto del capito 5 del libro di Allen Carr “È facile controllare il peso se sai come farlo”, che tratta di abitudini alimentari, perché lo considero centrale nell’affrontare un qualunque percorso nella perdita di peso e nel mantenimento. L’autore sottolinea il condizionamento che subiamo incessantemente nella nostra quotidianità, che arriva a farci travisare quello che realmente ed oggettivamente è buono e ci piace da quello che non è buono, ma ce lo facciamo piacere. Buon approfondimento …

Che ci piaccia o no, le diete non funzionano. Il vero problema, che deriva dal lavaggio del cervello a cui siamo sottoposti, è che abbiamo adottato abitudini alimentari errate. Ma noi siamo sul punto di modificarle, non per pochi giorni o poche settimane, ma per il resto della nostra vita. State per modificare una situazione che non vi piace e lo state facendo per una ragione molto semplice e puramente egoistica: vi godrete la vita molto di più. Non iniziate a tarparvi le ali credendo che i cibi che, al momento, considerate i vostri preferiti siano i più buoni. La splendida verità è che i cibi che hanno il miglior sapore sono anche quelli che vi fanno meglio e che vi permetteranno di mantenere il peso desiderato. Non è forse vero che la maggior parte degli alimenti di cui ci nutriamo nel corso della nostra vita non è tanto frutto di una scelta personale, ma piuttosto il risultato di un processo di condizionamento che inizia dalla nascita? Avete scelto voi tra seno o biberon e quante volte poppare dall’uno o dall’altro? Durante lo svezzamento, siete stati voi o vostra madre a decidere cosa mangiare e con quale frequenza?

spaghA scuola potevate mangiare proprio ciò che volevate e quando lo volevate? E quando siete a casa non è quasi esclusivamente chi cucina a decidere quando e cosa mangiare? Ed anche se siete voi a cucinare non siete condizionati dai gusti dei vostri commensali? Tutto quello che vi chiedo di fare ora è accettare il fatto che la maggior parte del cibo che mangiate non è il risultato di una scelta, bensì di un condizionamento. Anche quando siete al ristorante la vostra scelta si limita al menù proposto. E che dire di quelle deliziose merendine tra un pasto e l’altro? Decidiamo noi di mangiarle? O non nascono piuttosto dalla pubblicità televisiva, o dal profumo che le fa sembrare invitanti, o perché qualcuno ce le offre, o perché ci sentiamo insicuri e annoiati o ancora perché pensiamo di meritarci un piccolo premio? Ciascuna di queste motivazioni può essere la causa di un pasto in più, e spesso possono dare il via ad un’abitudine che ci porta a mangiare regolarmente più del necessario, o addirittura in maniera compulsiva. Ritengo anche che sia giunto per voi il momento di decidere da soli il genere di cibo che volete mangiare, e in quale quantità. Da adesso in poi avrete voi il controllo della situazione”.