Obesità infantile: considerazioni e suggerimenti pratici

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obesità-infantileSpesso i genitori e gli adulti in generale credono, erroneamente, che le conseguenze dell’obesità ricadano esclusivamente sul fisico, nell’ accumulo di grassi in eccesso.
In realtà il problema è molto più importante, soprattutto per i bambini, per i quali possono determinarsi disfunzioni e anomalie anche a carico degli altri organi.
Fra queste in particolare l’accumulo di grasso nel fegato nel 60-70% dei casi; l’iperinsulinismo nel 50-60%, con possibili evoluzione verso il diabete; l’aumento dei grassi circolanti (ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia), l’ipertensione arteriosa e, non da ultimi, problemi psicologici e funzionali.

Rivelazioni allarmanti, se si pensa che l’obesità è purtroppo un problema sempre più diffuso in età pediatrica.
È importante, dunque, prima di tutto individuarla. I genitori devono infatti valutare con attenzione gli incrementi di peso del bambino o un eventuale aumento della pancia, non sottovalutando un potenziale problema. A tal fine, per valutare correttamente il grado di sovrappeso del proprio figlio, si dovrebbe fare riferimento al rapporto peso/statura (IMC) indicato sulle relative tabelle usate da tutti i pediatri. Il 97-98% dei casi di obesità infantile sono legati alla costituzione (familiarità), alle abitudini alimentari sbagliate ed alla sedentarietà.

Non è raro che i bambini in sovrappeso non mangino quantità enormi di cibo, ma mangino male. Gli studi indicano in ogni caso regimi alimentari troppo ricchi in proteine (in particolare di derivazione animale) e in grassi; poveri in carboidrati complessi e in fibre (frutta, verdure e legumi);con ritmi incongrui (colazione spesso assente, spuntini o merende molto ricche ed accompagnate dallo spizzicare continuo, doppi secondi piatti ai pasti principali, ecc.). In tutti questi casi è fondamentale indirizzare il più precocemente possibile il bambino verso corrette abitudini alimentari, senza demonizzare alcun cibo.

Altrettanto importante è stimolare il bambino a praticare almeno uno sport, come il nuoto, che risulta adatto in queste situazioni, ma soprattutto spingerlo al movimento spontaneo, come salire o scendere le scale a piedi, passeggiare, ecc… Meglio evitare, ovviamente, che stia seduto per ore davanti al computer o alla televisione; è infatti ormai ampiamente dimostrato il rapporto diretto tra sovrappeso e tempo trascorso davanti al televisore. Per affrontare il più presto possibile il problema è comunque importante rivolgersi al pediatra e, ove vi siano problemi maggiori, a centri specializzati che risolvano la situazione con percorsi specifici di educazione alimentare, come avviene, ad esempio, presso l’ U. O. di Educazione Alimentare dell’ Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (http://www.ospedalebambinogesu.it/alimentazione).

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